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lunedì 3 ottobre 2011
La catena dell'aggressività
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domenica 2 ottobre 2011
Bisogni e Diritti
L'ONU, l'Organizzazione delle Nazioni Unite, ha elaborato un elenco di "Bisogni", ovvero, le necessità di cui l'uomo non può fare a meno. Questi bisogno sono divisi in "bisogni fisici" e "bisogni psicologici".
Bisogni Fisici
nutrimento
salute
acqua
casa
vestiario
Bisogni Psicologici
creatività, svago, rispetto, amicizia, sicurezza, immaginazione, espressione di sè, indipendenza, realizzazione di sè, apprendimento, amore, lavoro, partecipazione, riconoscimento.
Un Bisogno fondamentale indica qualcosa che, se ci viene a mancare, danneggia profondamente la nostra vita.
Un Diritto, invece, indica qualcosa di assoluto e definito, che ci impegna al suo rispetto.
La differenza tra bisogni e diritti la si può realizzare mentalmente sostituendo la parola bisogno con la parola diritto: "Ho bisogno della libertà" - "Ho diritto alla libertà"
Un Diritto è una norma che tutti utilizzano per difendere, realizzare o far rispettare, un bisogno fondamentale.
- Esercizio -
Rileggi i bisogni fisici e poi disegna un sole con tanti raggi che finiscono con una freccia.
Al centro de"Il sole dei diritti" scrivi il tuo nome, sui raggi ci scrivi i tuoi bisogni ed in punta ad ogni raggio scrivi il diritto corrispondente al bisogno scritto sul lato del raggio di sole.
Bisogni Fisici
nutrimento
salute
acqua
casa
vestiario
Bisogni Psicologici
creatività, svago, rispetto, amicizia, sicurezza, immaginazione, espressione di sè, indipendenza, realizzazione di sè, apprendimento, amore, lavoro, partecipazione, riconoscimento.
Un Bisogno fondamentale indica qualcosa che, se ci viene a mancare, danneggia profondamente la nostra vita.
Un Diritto, invece, indica qualcosa di assoluto e definito, che ci impegna al suo rispetto.
La differenza tra bisogni e diritti la si può realizzare mentalmente sostituendo la parola bisogno con la parola diritto: "Ho bisogno della libertà" - "Ho diritto alla libertà"
Un Diritto è una norma che tutti utilizzano per difendere, realizzare o far rispettare, un bisogno fondamentale.
- Esercizio -
Rileggi i bisogni fisici e poi disegna un sole con tanti raggi che finiscono con una freccia.
Al centro de"Il sole dei diritti" scrivi il tuo nome, sui raggi ci scrivi i tuoi bisogni ed in punta ad ogni raggio scrivi il diritto corrispondente al bisogno scritto sul lato del raggio di sole.
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mercoledì 13 aprile 2011
Gandhi, Message of love
"Sii tu il cambiamento che vuoi dal mondo." Gandhi
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mercoledì 6 aprile 2011
Gandhi, approfondimento sulla vita
"Sii tu il cambiamento che vuoi dal mondo" Gandhi
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giovedì 21 maggio 2009
Martin Luther King, resistere con la "Non Violenza"
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sabato 21 marzo 2009
Henry David Thoreau, la nascita della "Disobbedienza Civile"


Il saggio più famoso di Henry David Thoreau (1817-1862), comunemente noto come "Civil Disobedience" in realtà non venne mai pubblicato dall’autore con questo titolo. Fu dato alle stampe per la prima volta nel 1849 con il nome di "Resistance to Civil Government".
Soltanto dopo la morte del suo autore il saggio fu ristampato col titolo di Civil Disobedience, con il quale è diventato poi famoso in tutto il mondo.
La fama di questo saggio è cresciuta soprattutto nel corso del ventesimo secolo: ignorato alla sua uscita, ha influenzato moltissimo personaggi del calibro di Gandhi e Martin Luther King.
Gandhi mise in pratica la disobbedienza civile su scala di massa nel Sudafrica ed in India,
mentre Martin Luther King applicò i principi del saggio nel movimento per i diritti civili negli Stati Uniti degli anni sessanta.
Come nacque questo saggio "Disobbidienza civile"?
Henry David Thoreau nacque a Concord, nel Massachusetts, (USA) nel 1817 e morì nel 1862. Si laureò ad Harvard nel ’37 dove maturò il suo interesse per la poesia greca e romana, per la filosofia orientale, e per la botanica. Amava profondamente la natura e trascorreva intere giornate ad esplorare i boschi e a raccogliere dettagliate informazioni sulle piante e sugli animali. Dal 1845 al 1847 visse addirittura in completa solitudine in una capanna da lui costruita presso il laghetto Walden, un’esperienza che poi descrisse nel suo libro più famoso: Walden o la vita nei boschi, dove criticava coloro che vivevano circondati dal superfluo, distaccati dalla natura.
Convinto antischiavista, per tutta la vita scrisse e tenne conferenze contro la schiavitù, specialmente dopo l’approvazione nel 1850 della Fugitive Slave Law che obbligava gli ufficiali del Nord a catturare e restituire gli schiavi fuggiti dal Sud. Egli stesse aiutò alcuni fuggitivi e ritenne sempre assurdo che una corte di tribunale potesse decidere in merito alla libertà o meno di un uomo. Thoreau credeva fermamente nei diritti dell’individuo e proprio la convinzione che ogni persona dovesse rispettare prima i dettami della sua coscienza piuttosto che le leggi di un determinato governo lo portarono ad elaborare lo scritto "Disobbedienza Civile".
Henry David Thoreau nacque a Concord, nel Massachusetts, (USA) nel 1817 e morì nel 1862. Si laureò ad Harvard nel ’37 dove maturò il suo interesse per la poesia greca e romana, per la filosofia orientale, e per la botanica. Amava profondamente la natura e trascorreva intere giornate ad esplorare i boschi e a raccogliere dettagliate informazioni sulle piante e sugli animali. Dal 1845 al 1847 visse addirittura in completa solitudine in una capanna da lui costruita presso il laghetto Walden, un’esperienza che poi descrisse nel suo libro più famoso: Walden o la vita nei boschi, dove criticava coloro che vivevano circondati dal superfluo, distaccati dalla natura.
Convinto antischiavista, per tutta la vita scrisse e tenne conferenze contro la schiavitù, specialmente dopo l’approvazione nel 1850 della Fugitive Slave Law che obbligava gli ufficiali del Nord a catturare e restituire gli schiavi fuggiti dal Sud. Egli stesse aiutò alcuni fuggitivi e ritenne sempre assurdo che una corte di tribunale potesse decidere in merito alla libertà o meno di un uomo. Thoreau credeva fermamente nei diritti dell’individuo e proprio la convinzione che ogni persona dovesse rispettare prima i dettami della sua coscienza piuttosto che le leggi di un determinato governo lo portarono ad elaborare lo scritto "Disobbedienza Civile".
Thoreau condannava il governo statunitense perché ammetteva l’istituto della schiavitù e perché si impegnava in una politica imperialistica di espansione, la cui diretta conseguenza fu la guerra col Messico. Per dissociarsi completamente da questi indirizzi politici egli si rifiutò di pagare le tasse governative sostenendo che il pagarle era sinonimo di assenso per la condotta del governo, per la qual cosa egli fu anche arrestato (anche se restò in cella solo per un giorno perché qualcun altro, probabilmente la zia, pagò la tassa).
Proprio per spiegare le ragioni del suo arresto e della sua condotta, Thoreau scrisse il breve saggio qui di seguito trascritto.
Il tema centrale di questo scritto è la preponderanza data al diritto rispetto alla legge: pur di seguire ciò che la propria coscienza individuale ritiene giusto Thoreau ammette anche la disobbedienza alle leggi. Secondo lui è più importante il rispetto del diritto piuttosto che il rispetto della legge, perciò egli si sente pienamente giustificato nel violare le leggi americane visto che il governo statunitense ammette la schiavitù. È chiaro che una simile concezione deriva da una fiducia quasi illimitata nelle capacità del singolo individuo di saper scegliere tra giusto e sbagliato e può anche apparire pericolosa per la convivenza democratica, visto che non riconosce nessun valore alle idee della maggioranza, ma solo alle idee “giuste”, rispettose dei valori morali dell’individuo.
Il tema centrale di questo scritto è la preponderanza data al diritto rispetto alla legge: pur di seguire ciò che la propria coscienza individuale ritiene giusto Thoreau ammette anche la disobbedienza alle leggi. Secondo lui è più importante il rispetto del diritto piuttosto che il rispetto della legge, perciò egli si sente pienamente giustificato nel violare le leggi americane visto che il governo statunitense ammette la schiavitù. È chiaro che una simile concezione deriva da una fiducia quasi illimitata nelle capacità del singolo individuo di saper scegliere tra giusto e sbagliato e può anche apparire pericolosa per la convivenza democratica, visto che non riconosce nessun valore alle idee della maggioranza, ma solo alle idee “giuste”, rispettose dei valori morali dell’individuo.
Un credo di questo genere lascia naturalmente delle zone di ombra suscettibili di critiche visto che la valutazione di cosa possa essere giusto o sbagliato, morale o immorale è sempre molto personale. Ciò che però ha imposto le idee di Thoreau nel corso del ventesimo secolo, è la sconfessione della violenza: a leggi o imposizioni ingiuste egli contrappone una sorta di resistenza passiva.
Bisogna rifiutarsi di eseguire azioni o comportamenti che non condividiamo, rifiutarsi di sostenere il governo che vuole imporli anche a rischio della detenzione, ma nel suo saggio Thoreau non parla mai di protesta violenta e, soprattutto grazie ai suoi celebri “seguaci” come Gandhi e Martin Luther King che fecero della non violenza la linea guida della loro azione, oggi la Disobbedienza civile è considerato una specie di manuale della protesta sociale pacifica.
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Martin Luther King "I have a dream", il discorso
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sabato 29 novembre 2008
Cosa vuol dire ONG
L’acronimo O.N.G. sta per Organizzazione Non Governativa, un termine ormai molto diffuso che indica una qualsiasi organizzazione o gruppo locale, nazionale o internazionale di cittadini che non sia stato creato da un Governo, cioè che non faccia parte di strutture governative, e che sia impegnato, senza alcuno scopo di lucro, nel settore della solidarietà sociale e della cooperazione allo sviluppo. La definizione trova la sua fonte nella legge 49/87 e identifica quelle Organizzazioni che, dopo un’istruttoria molto selettiva, ottengono dal Ministero degli Esteri un riconoscimento di idoneità per la gestione di progetti di cooperazione.
I progetti delle ONG hanno come base di partenza il rispetto assoluto dei criteri di giustizia e di equità, i loro campi di intervento sono molto vasti e riguardano, a vari livelli, la politica estera , l’economia, la difesa dei diritti umani, la globalizzazione, la questione del debito estero, le relazioni tra Nord e Sud del mondo, ma, soprattutto, la pace.
Le prime Organizzazioni Non Governative sono nate all’inizio degli anni sessanta come movimento associativo spontaneo in risposta ad un bisogno sempre più impellente di entrare in contatto diretto con i bisogni delle popolazioni del Sud del mondo e di rispondervi con la partecipazione e la solidarietà, con l’obiettivo di giungere ad una visione politica comune delle loro problematiche.
A partire dagli anni ’70, un numero cospicuo di ONG italiane ha deciso di aderire a tre grandi federazioni che le raggruppano e svolgono un ruolo di coordinamento:
• La FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato), conta 56 membri che condividono l’ispirazione cattolica - www.focsiv.it
• Il COCIS (Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo), raggruppa 28 ONG - www.cocis.it
• Il CIPSI (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), raggruppa 25 ONG - www.cipsi.it
Pur essendo essenzialmente associazioni di volontariato, che impiegano cioè “volontari” in possesso di competenze specifiche e attivi nei paesi in via di sviluppo, le ONG costituiscono una realtà molto diversa dal volontariato comunemente inteso perché la loro struttura operativa è professionalmente finalizzata allo svolgimento delle attività di cooperazione e composta da cooperanti integrati professionalmente nell’organizzazione di cui fanno parte.
Sono proprio loro il vero patrimonio delle ONG, le Risorse Umane.
Gli operatori impegnati nei Paesi in via di Sviluppo sono protagonisti e testimoni del dialogo fra Nord e Sud del mondo ed incarnano, nel loro lavoro quotidiano, la funzione più specifica e cruciale di ogni ONG, che non si limita ad alleviare le situazioni di povertà, disagio e sofferenza, ma tende ad inserirsi e ad incidere concretamente nei processi sociali e politici delle comunità in cui opera diffondendo una cultura che aiuti gli abitanti a conoscere i loro diritti umani.
Le attività di cooperazione si inseriscono in ciascuna realtà locale che è fatta, in base alle caratteristiche dei diversi Paesi, di relazioni politiche, sociali, economiche ed istituzionali a cui si può partecipare solo attraverso il pieno coinvolgimento, la mediazione e il supporto delle comunità locali e delle loro organizzazioni , che di quelle realtà sono parte integrante e ne conoscono, quindi, meglio di chiunque altro, i problemi e le necessità. Ecco perché il lavoro delle ONG è un lavoro di relazione, e le risorse umane delle ONG sono gli operatori italiani e quelli del mondo, di ogni parte del mondo in cui si sceglie di intervenire per cercare di capire e rimuovere le cause che impediscono o frenano lo sviluppo, come le violazioni dei diritti umani, e per favorire un clima di pace e di convivenza sociale che dello sviluppo è pre-requisito essenziale.
I progetti delle ONG hanno come base di partenza il rispetto assoluto dei criteri di giustizia e di equità, i loro campi di intervento sono molto vasti e riguardano, a vari livelli, la politica estera , l’economia, la difesa dei diritti umani, la globalizzazione, la questione del debito estero, le relazioni tra Nord e Sud del mondo, ma, soprattutto, la pace.
Le prime Organizzazioni Non Governative sono nate all’inizio degli anni sessanta come movimento associativo spontaneo in risposta ad un bisogno sempre più impellente di entrare in contatto diretto con i bisogni delle popolazioni del Sud del mondo e di rispondervi con la partecipazione e la solidarietà, con l’obiettivo di giungere ad una visione politica comune delle loro problematiche.
A partire dagli anni ’70, un numero cospicuo di ONG italiane ha deciso di aderire a tre grandi federazioni che le raggruppano e svolgono un ruolo di coordinamento:
• La FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato), conta 56 membri che condividono l’ispirazione cattolica - www.focsiv.it
• Il COCIS (Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo), raggruppa 28 ONG - www.cocis.it
• Il CIPSI (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), raggruppa 25 ONG - www.cipsi.it
Pur essendo essenzialmente associazioni di volontariato, che impiegano cioè “volontari” in possesso di competenze specifiche e attivi nei paesi in via di sviluppo, le ONG costituiscono una realtà molto diversa dal volontariato comunemente inteso perché la loro struttura operativa è professionalmente finalizzata allo svolgimento delle attività di cooperazione e composta da cooperanti integrati professionalmente nell’organizzazione di cui fanno parte.
Sono proprio loro il vero patrimonio delle ONG, le Risorse Umane.
Gli operatori impegnati nei Paesi in via di Sviluppo sono protagonisti e testimoni del dialogo fra Nord e Sud del mondo ed incarnano, nel loro lavoro quotidiano, la funzione più specifica e cruciale di ogni ONG, che non si limita ad alleviare le situazioni di povertà, disagio e sofferenza, ma tende ad inserirsi e ad incidere concretamente nei processi sociali e politici delle comunità in cui opera diffondendo una cultura che aiuti gli abitanti a conoscere i loro diritti umani.
Le attività di cooperazione si inseriscono in ciascuna realtà locale che è fatta, in base alle caratteristiche dei diversi Paesi, di relazioni politiche, sociali, economiche ed istituzionali a cui si può partecipare solo attraverso il pieno coinvolgimento, la mediazione e il supporto delle comunità locali e delle loro organizzazioni , che di quelle realtà sono parte integrante e ne conoscono, quindi, meglio di chiunque altro, i problemi e le necessità. Ecco perché il lavoro delle ONG è un lavoro di relazione, e le risorse umane delle ONG sono gli operatori italiani e quelli del mondo, di ogni parte del mondo in cui si sceglie di intervenire per cercare di capire e rimuovere le cause che impediscono o frenano lo sviluppo, come le violazioni dei diritti umani, e per favorire un clima di pace e di convivenza sociale che dello sviluppo è pre-requisito essenziale.
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giovedì 20 novembre 2008
L'acqua come Oro Blu: Diritti Umani e Globalizzazione
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mercoledì 1 ottobre 2008
Siti da visitare
Istruzioni:
1. questi siti dovete memorizzarli nei preferiti
2. fate un piccolo riassunto su cosa fa ogni sito e scrivetelo sul quaderno
3. stampate gli articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che trovate nell'articolo successivo e conservatela nel quaderno.
- www.amnesty.it
- www.emergency.it
- www.medicisenzafrontiere.it
prof. Sandra Cioffi
1. questi siti dovete memorizzarli nei preferiti
2. fate un piccolo riassunto su cosa fa ogni sito e scrivetelo sul quaderno
3. stampate gli articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che trovate nell'articolo successivo e conservatela nel quaderno.
- www.amnesty.it
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prof. Sandra Cioffi
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